L'analisi SEO "Google friendly"

18.04.14 - Posted by Elisa

analisi_seo

Quando abbiamo incominciato a sentir parlare correntemente di “motori di ricerca” (a metà degli anni '90, quando hanno iniziato ad acquisire popolarità), essi servivano ad un solo scopo: aiutare le persone a trovare ciò che stavano cercando. Uno andava su internet ed effettuava una ricerca su qualcosa e i motori non facevano altro che trovare online le pagine che avevano a che fare con la richiesta fatta.

Presto le aziende capirono che potevano monetizzare questo tipo di tecnologia, si incominciò a parlare di “Analisi SEO”, studiando sostanzialmente strategie volte a "ingannare” i motori per far posizionare i siti aziendali il più in alto possibile nelle pagine dei risultati di ricerca (SERP- Search Engine Results Page).

In altre parole, la maggior parte dei creatori di contenuti digitali ha iniziato a scrivere per i motori di ricerca, e non per le persone.

Google ha incominciato a guadagnare popolarità e, dalla metà degli anni 2000, regna sovrano come il motore di ricerca preferito. In questo periodo, ha anche iniziato a studiare misure per avvicinare nuovamente l’analisi SEO alla gente.

Se seguite da vicino la cronologia degli aggiornamenti dell’algoritmo di Google, probabilmente avrete sentito nominare termini come Penguin, Hummingbird e Panda. Questi sono tutti cambiamenti significativi che Google ha fatto nei suoi algoritmi di ricerca e ognuno di questi ha giocato un ruolo importante nel fermare le pratiche scorrette di analisi SEO. Riempire di keywords il codice sorgente per posizionarsi al primo posto per 150 termini diversi? Dimenticatevelo.  Inserire delle keywords di colore bianco sullo sfondo di tutte le pagine del sito web? Mai più. Al giorno d’oggi, il moderno motore di ricerca è più intelligente di quanto non lo sia mai stato - può vedere tutti gli elementi delle pagine del sito web, così come gli elementi offsite ed utilizzare tali informazioni per capire se il contenuto è di valore e relativo alla ricerca effettuata.

Ci sono persone così ossessionate dall’analisi SEO che dimenticano il passo più importante: la creazione del contenuto.

(Nota: L’ottimizzazione per i motori di ricerca è una tecnica importante che fa si che il sito sia individuabile e indicizzabile, ma questa è un'altra storia, che tratteremo un altro giorno.)

Utilizzare dei contenuti per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca, dipende dall’ impegno posto nel creare materiale utile (content marketing) in modo continuativo, rispondendo alle esigenze del target di utenza. Prima pensate alla persona dall'altra estremità dello schermo, poi prendete in considerazione come i motori di ricerca leggono il contenuto creato e solo dopo create il contenuto.

Fondamentale è cercare di capire quali necessità i nostri potenziali clienti cercano di soddisfare attraverso le ricerche online. Queste ricerche verranno fatte attraverso delle parole chiave - “Keywords”  .

E’ sulle keywords che oggi l’analisi SEO deve concentrarsi.

Offrire delle risposte tramite il contenuto, porterà un traffico qualificato al sito aziendale più facile da trasformare in leads e più facile da convertire in clienti.

Trovare un argomento utile per il pubblico, una keyword che, secondo l’analisi SEO potrebbe aiutarci nel posizionamento sui primi risultati dei motori di ricerca e poi,  -tutto ciò che resta da fare,  creare il contenuto e coinvolgere il pubblico!

 Da qualche parte lungo la strada, i professionisti del SEO si sono persi. Ma è nostro dovere come inbound marketers prenderli e riportarli sulla retta via attraverso una ricerca ragionata di keywords che tengano conto delle persone.

Topics: SEO, Digital Engagement, Keywords

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