Best practices per creare una landing page davvero performante

20.03.15 - Posted by Elisa

crearelandingpage

Creare una landing page capace di portar risultati, comporta, secondo la metodologia Inbound Marketing una serie di analisi previe approfondite (buyer personas, tipologia e valore dell’offerta, stadio del buyer’s journey in cui si trova il nostro target, ecc..) ed anche l’applicazione di A/B tests per valutare diverse possibili alternative grafiche e di testo.

Ci sono però alcune best practices che secondo la nostra esperienza non devono venir dimenticate.

6 elementi da non dimenticare quando vogliamo creare una landing page:

1. Dimensioni della landing page

Per prima cosa pensiamo alle dimensioni della nostra pagina, è importante che il testo non sia troppo lungo per evitare che il lettore debba scrollare prima di arrivare al form da compilare. Tutto deve stare “above the fold” in modo che al visitatore basterà un’occhiata per avere una visione completa della nostra offerta.

2. Campi del form

Quando si va a creare una landing page è importante ragionare sul numero di domande che vogliamo che i nostri lettori compilino per poter scaricare ciò che offriamo. E’ esperienza comune che maggiore è il numero dei campi che ci chiedono di compilare, minore è la nostra disponibilità a farlo. Quindi dobbiamo riflettere su cosa è davvero necessario chiedere e pensarlo anche in relazione al valore di ciò che offriamo. Maggiore è il valore della nostra offerta, maggiore è il numero di campi che possiamo inserire.

3. Contenuti visuali

Uno dei primi elementi che dobbiamo tener presente nel creare una landing page è il fatto che il nostro cervello elabora molto più velocemente i contenuti visuali rispetto a quelli testuali, e che concetti complicati vengono più facilmente appresi guardando un video che leggendo un testo scritto. Una best practice è sicuramente quella di inserire uno screenshot di ciò che offriamo in download (ad esempio la copertina dell’ebook) e utilizzare un video quando i concetti che vogliamo far passare sono particolarmente complessi.

4. Bottone della call-to-action

Il bottone della call-to-action deve essere visibile ed in contrasto con lo sfondo della pagina, inoltre deve essere chiaro che è un bottone da cliccare. Creare una landing page significa anche ragionare sul fatto che molti oggi apriranno la nostra pagina da uno smartphone, quindi non solo la landing deve essere “responsive” –cioè capace di adattarsi a qualunque dimensione di schermo, ma il bottone della call-to-action deve essere sufficientemente grande da poter venir cliccato anche da un cellulare.

5. Eliminare il menù di navigazione per non distrarre il contatto dalla compilazione del form

L’obiettivo di una landing page è portare il visitatore a compiere una determinata azione (iscriviti al webinar, scarica l’ebook, richiedi una demo, ecc…) in cambio del rilascio dei suoi dati di contatto. Dobbiamo perciò togliere dalla nostra pagina qualunque elemento di distrazione come appunto potrebbe essere il menù di navigazione.

6. Social proof - recensioni

L’avvento dell’internet 2.0 ha cambiato il comportamento dei consumatori. Oggi è abitudine comune ricercare recensioni in rete prima di decidere se acquistare o meno un prodotto o un servizio. Il cosiddetto “social proof” , cioè le recensioni che troviamo sulle reti sociali, sui forum, o direttamente sui siti di ecommerce (vedi ad esempio Amazon, ebay e Apple Store) influenza pesantemente le nostre decisioni d’acquisto, può quindi valer la pena inserire nella nostra landing page uno spazio in cui includere le opinioni di chi ha già testato la nostra offerta.

Topics: Lead Generation, Landing Pages

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