Come evitare di finire in un’email black list

16.10.14 - Posted by Elisa

email_black_list

Un email black list è sostanzialmente un elenco di indirizzi email considerati fonte di spam (o presunti tali), che viene associata a dei server che hanno il compito di bloccare le email in uscita da tali indirizzi. Queste liste sono pubbliche, facilmente rintracciabili sulla rete ed esistono molti tools che ci permettono di verificare se il nostro indirizzo è finito in spam. 

L'Inbound Marketing , basandosi sulle strategie di contenuto, utilizza abbondantemente la posta elettronica, ma cerca di farlo secondo precise best practices che pongono al centro il destinatario, con l'obiettivo di creare degli emails che siano il più possibile in linea con gli interessi di chi li riceve.

Tralasciando l’ovvietà di evitare di inviare emails a liste acquistate di cui non abbiamo l’autorizzazione all’invio, vediamo cosa fare per non finire in un’email black list:

1) Indirizzo del mittente

Evitare gli “info”, “customer service”, ecc… mai email generiche: un’email inviata da un indirizzo che possiamo associare ad una persona riconoscibile ci aiuterà ad evitare le email black lists! Vogliamo sapere chi ci scrive! Il mittente dovrà poi firmare l’email e possibilmente accanto alla firma, inserire una sua fotografia, il ruolo aziendale e il nome dell’azienda.

2) Oggetto dell’email

Questo è un elemento importantissimo: i messaggi che finiscono in spam sono spesso caratterizzati da oggetti generici, che offrono sconti, vincite o “ultime occasioni”…  l’oggetto della nostra email è , insieme all’indirizzo del mittente, l’elemento che i nostri destinatari vedono per primo. E’ qui che decidono se aprire il messaggio, cestinarlo o, peggio, mandarlo in spam (e quando le nostre email vengono spostate più volte nella casella spam il rischio di finire in un email black list diventa serio). L’oggetto deve essere specifico ed in linea con gli interessi dei nostri destinatari. Evitiamo parole come “gratis”, “free”, ecc…

3) Personalizzazione del saluto

Evitare i generici “caro amico”, “gentile cliente”, “Ciao”, … come dicevamo sopra, l’email deve essere percepita come un messaggio inviato da una persona reale ad un’altra. Anche se oggi la maggior parte delle persone sa che le email vengono personalizzate in automatico, si tratta di un piccolo tocco che fa sentire alla gente che tu stai parlando proprio con loro!

4) Testo dell’email

Deve essere breve, con spazi vuoti, immagini e elenchi puntati o numerati per rendere la lettura più semplice possibile. Pensiamo che i nostri lettori dedicheranno pochissimi secondi alla visualizzazione del nostro testo, più che leggere “scansioneranno” con la vista la pagina. Immagini, poche frasi, spazi bianchi aiuteranno a valutare il contenuto. Anche qui evitiamo parole come “gratis”, “free”, ecc…

5) Farsi riconoscere

Il brand dell’azienda, in nome della quale il mittente invia, deve essere ben riconoscibile. E’ il solo modo per far capire a chi riceve che si tratta di un email reale, non di terze parti (come la maggior parte di quelle che poi finiscono nelle email black lists). Quindi sempre includere il logo aziendale e comunicare in modo chiaro chi è l’azienda che invia.

6) link o bottone unsubscribe in evidenza

Ed infine, per evitare di finire in spam, permettiamo e rendiamo facile la disiscrizione dalle nostre liste di invio.

 

Topics: Digital Engagement, Email Marketing

Rhei-diamond-1.png

Iscriviti per ricevere i nuovi post via email

Follow Us