Come funziona l’inbound marketing?

24.04.15 - Posted by Roberta

Inbound-Marketing-1.jpg

Il termine “inbound marketing” è stato coniato nel 2005 da HubSpot  e in se racchiude un mix di strategia, metodologia e strumenti. Ben presto negli anni si è rivelato la soluzione più efficace per la comunicazione digitale, focalizzandosi sulla creazione di contenuti di qualità che attraggono le ricerche online del target a cui l’azienda offre i propri prodotti e/o servizi.

Ricordiamo che oggi il 70% delle decisioni d’acquisto nasce e matura attraverso una ricerca online. I nostri potenziali clienti compiono ricerche in rete per soddisfare le loro esigenze: allineando le informazioni che  pubblichiamo con gli interessi delle nostre buyer personas, attraiamo in modo naturale al nostro sito web traffico effettivamente interessato alla nostra azienda (non traffico casuale) che convertirà, diventerà cliente e rimarrà a noi fedele nel tempo.

Vediamo allora come funziona l’inbound marketing

Primo step: definiamo la nostra strategia

  • Quali sono i nostri obiettivi?
  • Quali difficoltà dobbiamo superare?
  • Chi è il nostro cliente ideale e come possiamo soddisfare le sue esigenze?
  • Cosa cercano online i nostri potenziali clienti?
  • Quanto dovremmo investire in termini di tempo, risorse e denaro?
  • Come questa strategia ripagherà i nostri investimenti?

Secondo step: creiamo la nostra lead machine, il sito internet aziendale

Come deve essere un website capace di convertire? L’inbound marketing insiste sul fatto che un sito vetrina, seppur bello graficamente in tutti i suoi dettagli, poco ci serve se non contiene quei meccanismi di conversione che permetteranno ai visitatori di trasformarsi in leads utili. Il sito deve essere il centro della nostra comunicazione online e la fonte primaria della nostra lead generation.

Il website aziendale dovrà quindi essere pensato per risolvere le esigenze delle nostre buyer personas, creato attorno alle keywords che esse utilizzano, mobile friendly, ottimizzato per i motori di ricerca e semplice da aggiornare.

Terzo step: facciamo crescere il traffico al sito

Maggiore il numero dei visitatori che riusciamo a portare al nostro website, maggiori sono le opportunità di trasformare questi visitatori in leads.  Per aumentare il traffico, l’inbound marketing  utilizza i seguenti strumenti:

Blogging: i post del blog aziendale , se scritti attorno alle keywords di maggiore interesse per il nostro pubblico, una volta indicizzati dai motori, attrarranno al nostro sito potenziali clienti. Inoltre, ogni post che scriviamo, è una nuova pagina che pubblichiamo online, il che si traduce in nuove opportunità di venir trovati in internet.

Social media: la presenza sui social media permette di dare maggior visibilità ai nostri contenuti e di creare engagement con i nostri potenziali clienti.

Seo: identificare le keywords su cui vale la pena investire in termini di creazione di contenuto, ottimizzare il sito internet per tali parole chiave, pubblicare regolarmente posts su di esse, ottenere links inbound… sono le azioni che l’inbound marketing mette in campo per ottenere il massimo ranking nei risultati dei motori di ricerca.

Quarto step: convertiamo il traffico

Per convertire il traffico che arriva al sito aziendale in leads è necessario creare gli strumenti di conversione. L’inbound marketing propone di inserire nelle proprie pagine online delle call-to-action per incoraggiare la conversione: offrire il download di un ebook che informa rispetto ad un’esigenza delle nostre buyer personas, un whitepaper, un video “how-to”, l’iscrizione ad un webinar, ecc.. sono le giuste strategie per fare lead generation. Per ogni CTA creeremo la relativa landing page che descrive l’offerta e raccoglie i dati per la conversione.

Quinto step: utilizziamo il marketing automation per chiudere le leads in clienti

Con la lead intelligence possiamo sapere quali pagine le nostre lead leggono e quando ritornano sul nostro sito.

Con HubSpot possiamo utilizzare un sistema di lead scoring per individuare i contatti più “caldi”.

Possiamo poi segmentare i nostri contatti in liste basate sul loro comportamento o sulle form che compilano e inviare messaggi altamente targhettizzati.

Il lead nurturing ci da la possibilità di sviluppare workflow per inviare il messaggio giusto, al momento giusto, al contatto giusto…

Sesto step: misurariamo le nostre azioni

Monitorare e misurare la performance di ogni asset che abbiamo utilizzato nella nostra campagna di inbound marketing è fondamentale non solo per calcolare il ROI dei nostri sforzi ma per migliorare e retro alimentare le nostre azioni.

 

Topics: Inbound Marketing

PantaRhei HubSpot Platinum Certified Partner Italia

Iscriviti per ricevere i nuovi post via email

Follow Us