Quali sono i canali giusti per promuovere il tuo content marketing?

17.02.15 - Posted by Roberta

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Il comportamento dei consumatori è cambiato: è risaputo ormai che il 70% delle decisioni d’acquisto nasce e matura con una ricerca in rete. Questo cambiamento ha coronato re il content marketing, come strumento fondamentale per comunicare in modo vincente nell’era digitale.

In effetti le aziende mostrano una crescente attenzione alle strategie di inbound marketing, di cui il marketing di contenuto è un’importantissima componente – ma il contenuto di per se non basta...

E lo stesso Google ha pesantemente influenzato questo trend: i cambiamenti che ha apportato ai propri algoritmi con Panda, Penguin e Hammingbird sono stati studiati per premiare i contenuti di maggior valore con un miglior posizionamento nei risultati di ricerca.

Chi si occupa di marketing si trova spesso nella condizione di dover da un lato trovare la strada giusta per far comprendere al proprio management l’importanza di investire nel content marketing e dall’altro, nel rischio di rimaner indietro, con i propri concorrenti già ben posizionati con i loro contenuti nelle prime pagine dei motori. E quando si ottiene licenza di allocare budget alla produzione di contenuti, ci si trova di fronte alla difficoltà di dimostrare il ritorno di tale investimento. Il management team è probabilmente abituato alle tempistiche delle campagne a pagamento, o al SEO che si faceva prima dei nuovi algoritmi di Google. Ma per il content marketing i tempi sono diversi: la visione deve necessariamente essere a lungo termine. Una campagna PPC ci porta subito in prima pagina ma appena smettiamo di pagare il nostro buon posizionamento scompare…. Un buon contenuto si posizionerà nel tempo ma continuerà nel tempo a dare i suoi frutti. 

Quali sono allora i canali migliori per promuovere il proprio content marketing?

LInbound Marketing ci insegna che scrivere un buon contenuto è solo l’inizio. Quello che conta è come lo distribuiamo e lo promuoviamo.

La strada vincente è un mix di strategie che utilizzano i cosidetti “owned media”, “earned media” e “paid media”.

Owned media:

sono totalmente sotto il nostro controllo e sono gratuiti. Sono il blog aziendale, il nostro sito internet, la newsletter, i social accounts. Siamo noi che li controlliamo e possiamo decidere come meglio utilizzarli. Sono la nostra “bottom line” della lead generation: ci servono per portare traffico qualificato al nostro sito e quindi convertirlo in lead conosciute. La nostra strategia di content marketing deve necessariamente passare attraverso un piano di pubblicazione che comprende questi canali.

Earned Media:

sono i giudizi, le recensioni che otteniamo sul web, sulla carta stampata, durante un evento. Possono ovviamente essere positivi e/o negativi e contribuiscono pesantemente a stabilire l’online e l’offline reputation del nostro brand. Estendono il reach dei nostri contenuti (effetto passa-parola) e quando sono positivi contribuiscono a far crescere la credibilità della nostra azienda. Un recente studio Nielsen dice che il 92% dei consumatori, a livello globale, considera gli earned media la fonte più affidabile. I canali in questo caso sono rappresentati dagli influencers e dalle recensioni sul nostro conto ad opera di altri media, come giornali, riviste, articoli o menzioni in blog di terze parti, ecc… Anche gli earned media sono gratuiti, ma non li possiamo controllare.

Paid Media:

sono i posizionamenti che si ottengono a pagamento sulle varie piattaforme o motori di ricerca. Se la nostra strategia di content marketing comprende questo canale avremo la possibilità di ottenere un posizionamento immediato e di targhettizzare la nostra audience. Ovviamente appena smettiamo di pagare il nostro posizionamento cade.

 

 

Topics: Content Marketing

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