Consulenza SEO: luoghi comuni da gettare dalla finestra

31.01.13 - Posted by Graziano

SEO consulenza

Il SEO cambia continuamente. Gli algoritmi Google’s Panda e Penguin hanno sconvolto il mondo dei professionisti del SEO.

Il SEO è talmente cambiato nell'ultimo anno che a volte gli stessi professionisti non sanno più cos'è superato, cos'è importante, cosa fa muovere davvero le cose o cos'è solo uno sforzo inutile.

Sicuramente dobbiamo iniziare a liberarci di una serie di luoghi comuni che ormai sono superati:

Dobbiamo posizionarci al primo posto

Gli studi sui tassi di clickthrough (clickthrough rate) e sul comportamento degli users hanno evidenziato che chi effettua ricerche in internet sceglie i links che per primi risultano dalla propria ricerca, in particolare i primi tre. E’ stato però dimostrato che lo stesso vale per i risultati che si posizionano tra i primi tre delle pagine seguenti.

Ora però che ai risultati di ricerca sono stati introdotti i profili degli autori e i rich snippets, si è visto che i clicktrough rates sono più alti su questi annunci, anche se non sono posizionati tra i primi risultati. Ne deduciamo dunque che informazioni e annunci user friendly hanno più valore del puro e semplice posizionamento.

Ripetere le keyword

Non è necessario ripetere la stessa keyword più e più volte in un testo. Soprattutto nei titoli è meglio usare solo la keyword con il maggior senso rispetto al contenuto che la pagina andrà poi a sviluppare, questo per facilitare la ricerca di chi visualizza il sito .Quindi titoli di 4-9 parole al massimo, che facciano chiaramente capire di cosa si intende parlare. Questa regola vale anche per le headlines e per il contenuto della pagina. No a headlines costruite forzosamente attorno ad una keyword o a noiose ripetizioni della stessa nel testo della pagina.

Ricordiamoci che non esistono numeri magici sulla “densità” di presenza di una keyword in una pagina. La keyword (o un suo sinonimo) devono essere presenti nella headline della pagina e nell’URL e almeno una volta nel testo. Il concetto base è che i contenuti devono essere chiari e facili da trovare.

Social media e SEO non sono relazionati

La relazione tra SEO e social media è definita “social search”. Ed è qualcosa di molto concreto, una relazione che è andata evolvendosi negli anni e sulla quale Google ha lavorato molto, realizzando progetti come Google+ e Google Authorship. Si tratta della naturale estensione di quello che è vero da sempre: un contenuto di valore, considerato autorevole, interessante, utile, è, e sempre sarà, la leva di ciò che chiamiamo “search e social media marketing”.

Nel social search, viene data priorità a tutti quei contenuti che, provenendo da un canale social risultano connessi alla tua azienda, quindi un contenuto che ha ricevuto un “like” su facebook, su twitter, ecc.., oppure a quei contenuti che sono stati condivisi, retwettati, ecc.. dai social media influencers anche se questi esperti non sono direttamente connessi con la tua azienda. Quindi, in definitiva, bisogna avere una strategia pensata per i social media e considerarla parte delle azioni di ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO).

L’H1 (heading 1) è l’elemento più importante della pagina

Pensa alla struttura dei contenuti della tua pagina come se fosse uno schema. Le informazioni vengono fornite al visitatore (e ai motori di ricerca) attraverso un approccio a più livelli. Quale title tag sia inserito in questo schema ha scarsa importanza sul SEO. Infatti il title tag (sia esso H1, H2, h4….) è utilizzato solo ai fini dello stile. Il tag H1 (heading 1) è semplicemente una parte del tuo CSS (cascading style sheet-schema a cascata) utilizzato dal designer per definire quale font e formato verrà utilizzato per ogni singolo contenuto.

Nel passato questo era un elemento importante, ora invece i motori di ricerca sono più efficienti e quello che conta è presentare in modo chiaro i contenuti più importanti in alto verso il top della pagina. Dire di cosa si occupa una pagina con una chiara headline.

Creare micrositi ed altri dominii per generare link verso il proprio sito

Serve davvero a poco, è come se alla stessa un’elezione votassimo mille volte per lo stesso candidato: il nostro voto vale sempre uno... (one man, one vote). I motori di ricerca sono sufficientemente intelligenti per capire chi registra un particolare dominio e riconoscono che si tratta della stessa persona a cui è intestato il dominio principale.

Più link valgono più che più contenuto

Spesso ci si chiede : “meglio investire in link o in contenuto?” I link inbound sono importantissimi, contribuiscono all’autorevolezza del tuo website, ma sei hai un budget da investire nel tuo sito, consiglierei senza dubbio di spenderlo per trovare qualcuno che scriva per te. Troppo spesso si pensa solo ad aumentare il numero dei links, senza pensare alla qualità del loro contenuto. Ma non è un gioco di numeri. Ciò che conta è, attraverso i links, riuscire a portare al proprio sito fonti di qualità. Quindi l’investimento deve esser fatto sul contenuto, nella forma di pagine web, blogging, e articoli ospitati su altri siti, ecc... così da generare link inbound.

Detto questo, se sei tra quelli che pensano che basta avere un blog e qualche contenuto di valore per essere tranquilli con il SEO, allora non andrai molto lontano. Non fraintendiamo, il contenuto è importante, ma non è l’unico strumento da utilizzare per un buon SEO. Oltre alla qualità del contenuto, dobbiamo sempre tener in mente le seguenti domande: “Con quale proposito sto scrivendo?”, “Per chi sto scrivendo?”, “Chi è il mio pubblico?”, “Su quali keywords sto targhettizzando?”, “Sono in grado di conoscere le fonti del traffico al mio sito?”, “So valutare la performance dei miei post?”

Il SEO non è una questione di usabilità

Il SEO (search engine optimization) si è evoluto dal semplice “essere trovati”, all’ottimizzazione del coinvolgimento e dell’interazione con i visitatori attraverso i contenuti proposti sul proprio sito. In parole povere, prima di tutto bisogna ottimizzare per attrarre visitatori al website e poi trovare il modo per farli restare li.

Per farsi trovare servono contenuti personalizzati e rilevanti per un audience targhettizzata (cioè devi profilare chi ti interessa venga a vedere il tuo sito). Poi il sito deve essere intuitivo e facilmente accessibile dai browsers (quindi accessibile dai visitatori e dai search-crawlers ). Ed infine devono esserci delle call-to-actions bene in evidenza ai fini della conversione.

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Rhei è un'agenzia di Inbound Marketing partner di HubSpot in Italia. Se necessiti aiuto per implementare o migliorare le tue attività di SEO richiedi la nostra consulenza gratuita.

Topics: SEO

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