Content Marketing e aziende B2B: cosa succede negli USA?

10.04.15 - Posted by Roberta

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In Italia si parla molto di content marketing , come strumento principe del marketing digitale per ottenere visibilità online, traffico al sito, generare nuove leads e posizionare il proprio brand. Nel mondo anglosassone si tratta di una strategia già affermata e in continua crescita. Il famoso istituto di ricerca americano Content Marketing Institute ha pubblicato recentemente il suo annuale report: B2B Content Marketing 2015: Benchmarks, Budgets, and Trends. Gli ultimi dati forniti confermano come negli Stati Uniti il contenuto stia avendo un impatto sempre più importante nella comunicazione strategica di tutte le aziende e, in modo speciale, nelle aziende B2B.

L'86 % delle aziende americane B2B utilizza il content marketing per la lead generation e il posizionamento del proprio brand.

Circa il 86% delle aziende B2B afferma di utilizzare il content marketing, intenso come approccio strategico focalizzato alla creazione e distribuzione di contenuti di valore per attrarre un ben determinato target, sostanzialmente con l’obiettivo di fare lead generation e meglio posizionare la propria brand reputation, anzi l’obiettivo brand awareness vince per un punto su quello della lead generation.

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Molte aziende ritengono necessario determinare una strategia da applicare al proprio marketing di contenuto e i dati confermano che il 35% delle aziende intervistate ha una strategia documentata, mentre il 48% afferma di seguire una strategia ma di non averla documentata. In ogni caso i migliori risultati sono stati ottenuti da chi ha pianificato le proprie azioni, infatti avere una strategia è una cosa, seguirla, un’altra. Le aziende che hanno pianificato le loro azioni e si sono attenute con attenzione al piano stabilito sono state le meglio performanti. L’indagine del Content Institute afferma che tra le aziende B2B la produzione di contenuto continua a crescere: il 70% ha affermato di aver prodotto nel 2014 più contenuti che nel 2013 e di aver accelerato i tempi di pubblicazione.

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Misurare il ROI de proprio content marketing risulta sempre una problematicità: solo il 21% dei marketers nord americani intervistati ha affermato di essere in grado di misurare in modo soddisfacente il ritorno sui loro investimenti in questa area, anche se la percentuale sale al 35% tra quelli che hanno una strategia di content documentata. Comunque il 55% prevede di aumentare il budget dedicato al marketing di contenuto.

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Altro dato interessante, il 92% delle aziende B2B utilizza i social media come tattica di promozione dei propri contenuti, e tra le piattaforme LinkedIn è quella utilizzata dal 94% degli intervistati e considerata la più efficace. I contenuti vengono poi promossi attraverso le newsletters, articoli sul proprio website, blog aziendale. Mentre l’utilizzo delle infografiche è salito dal 51% del 2013 al 61% del 2015 e in generale l’utilizzo dei contenuti visuali risulta sempre più importante.

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Tra i canali a pagamento al primo posto troviamo i posizionamenti a pagamento sui motori (SEM), considerati anche il metodo più efficace tra quelli a pagamento.

Tra gli obiettivi a corto termine proposti, quelli maggiormente segnalati sono stati:

  • 69% creare contenuto di più alta qualità e più capace di creare engagement
  • 63% migliorare la conversione visite-contatti sul sito
  • 63% capire meglio la propria audience
  • 60% creare contenuti visuali
  • 55% capire meglio quale tipologia di contenuto è più performante

 

Topics: Content Marketing

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