Strategia Web Marketing: le 4 “E” dell’Inbound

17.06.14 - Posted by Roberta

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Quando pensiamo al marketing ci vengono immediatamente in mente le 4 “P”: product, price, place, e promotion.  Ci sono state insegnate in centinaia di lezioni di marketing.  Parlando invece di strategia web marketing, le 4 “P” non sempre hanno senso. Il concetto è stato creato nel 1960 da Jerome McCarthy, ma le cose allora funzionavano in modo estremamente diverso da ciò che accade oggi.  Allora nessuno passava ore davanti ad un pc collegato ad Internet…

Brian Fetherstonhaugh di  Ogilvy & Mather, una tra le più importanti agenzie pubblicitarie al mondo, ha detto:  “il consumatore oggi ha il controllo. Il pubblico si è frammentato. Le differenze tra i prodotti possono durare minuti, non più anni. Il nuovo ecosistema è composto da  milioni di bilioni di conversazioni one-to-one che non seguono alcuna struttura preconfezionata”.

Nell’era digitale il marketing ha cambiato rotta: le strategie di web marketing sanno che l’audience non si raggiunge più con un cartellone pubblicitario o uno spot in TV.

Le aziende hanno cambiato il modo di fare marketing e di creare engagement con il loro target, il marketing guarda alla rete e le strategie di web marketing sono divenute centrali.

Le “4P” sono state abbandonate lasciando il posto alle “4E” su cui si fonda la metodologia dell’ Inbound Marketing Ma quali sono le “4E” della strategia web marketing Inbound?

Oggi le strategie di web marketing non sono più centrate su come presentare prodotto e prezzo al cliente, il sito “vetrina” non ha più senso. Oggi è più importante coinvolgere e creare una relazione con i visitatori del sito aziendale, con le leads, con i clienti e con i promoters.

 1. “E”  Experience (esperienza)

L’esperienza dei nostri clienti non si ferma più alla qualità e ai benefici del nostro prodotto. Riguarda piuttosto un aspetto più generale, più ampio: le strategie web marketing si occupano delle leads dal momento in cui atterrano sul sito aziendale, a quando diventano clienti per proseguire poi nei servizi post vendita. Tutto gira intorno al raccontare una storia e a catturare l’attenzione.

Non possiamo subito partire raccontando del nostro prodotto, dobbiamo piuttosto capire quale viaggio compie il nostro cliente, dalla scoperta della nostra azienda al diventare cliente e mappare quindi il suo tragitto.

Qual’è il percorso che tipicamente segue il nostro cliente?

Queste informazioni sono basilari per ottenere il massimo dal nostro sito e dalle nostre strategie web marketing. La prima cosa che dobbiamo fare è assicurarci che i visitatori continuino a tornare al nostro sito perché qui vivono un’esperienza utile alle loro necessità.

Inoltre spesso le aziende dimenticano che devono continuare a studiare azioni di marketing anche per i loro clienti in essere. Non perché hanno deciso di comprare i nostri prodotti o servizi dobbiamo smettere di interagire e di creare engagement con loro. I nostri clienti sono i migliori promotori della nostra azienda.

 2. “E” Everyplace (ovunque)

I consumatori oggi utilizzano internet. Non dobbiamo vendere i nostri prodotti come se fossimo chiusi dentro a un negozio.  Per raggiungere tutta la nostra possibile audience dobbiamo cercare di essere ovunque: dal creare profili sui social media al pubblicare contenuti educativi sul nostro blog.

Non bisogna aver paura di provare nuove strade. Utilizzare tutte le risorse che abbiamo a disposizione per interagire attraverso un solo canale è uno spreco.

Il 100% della nostra audience non andrà tutta insieme in un solo luogo a vedere le nostre promozioni o i nostri contenuti. Utilizziamo quindi più canali. Nessuno passerà l’intera giornata su un’unica piattaforma. Conoscere i diversi canali che utilizza il nostro target è fondamentale per una strategia web marketing vincente.

 3. “E” Exchange (scambio)

Non è più uno scambio denaro/prodotto: oggi non funziona più “tu mi dai i soldi e io ti do il mio prodotto/servizio”. C’è molto di più.

E’ importante conoscere il valore dei nostri visitatori, leads e clienti. Sapere cosa vale il loro coinvolgimento con la nostra azienda. Il pubblico ha bisogno di sviluppare fiducia nei confronti dell’azienda solo così sarà disposto a rilasciare il permesso a ricevere emails, a prestare attenzione e venir coinvolto. Pensiamo ad una situazione del tipo: stiamo visitando un website per la prima volta. Atterriamo su una pagina provenendo da una ricerca fatta su Google. La prima cosa che ci chiedono è il nostro numero di telefono. Compileremo quel form? Non credo. E nemmeno lo farebbero i visitatori del nostro sito. Usiamo piuttosto i nostri contenuti e le nostre conoscenze delle necessità e delle problematiche del nostro target per aiutarlo a risolvere i suoi bisogni e costruire con essi una relazione che cresce nel tempo.

 4. “E” Evangelism (sostenitori)

I nostri clienti sono key influencers (sostenitori) della nostra azienda? Se non lo sono dovrebbero invece esserlo. Il cosiddetto “Marketing evangelism” è considerato una forma avanzata del “word of mouth marketing” cioè il marketing basato sul passa parola, dove le aziende hanno creato un rapporto di tale fiducia con alcuni loro clienti che questi credono fermamente nel prodotto o servizio che l’azienda offre.

Queste persone promuovono con piacere e spontaneamente l’azienda nei loro networks, hanno così la capacità di diffondere attraverso il passa parola la buona reputazione dell’azienda, la validità del prodotto, l’esperienza positiva vissuta con il  brand. Il 47% dei consumatori raccomanda spontaneamente il prodotto che preferisce ai propri conoscenti.

 

Topics: Digital Engagement, Inbound Marketing

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