Le strategie di marketing del futuro utilizzeranno la comunicazione “nativa”

31.08.16 - Posted by Elisa

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Secondo il “Native Advertising Report” di Business Insider Intelligence, negli Stati Uniti la spesa totale in native advertising nel 2013 è stata di 4.7 milioni di dollari, nel 2015 è salita a 11 milioni e per il 2017 la previsione è di raggiungere i 17.5 milioni di dollari. Cifre che fanno riflettere.

Anche in Europa i numeri che le strategie di marketing mettono in gioco sono importanti: ci si aspetta infatti un trend di crescita del 156% nei prossimi 5 anni con una spesa stimata di 13,2 miliardi di euro.

Un trend positivo alimentato da strategie di marketing che devono rispondere da un lato all’atteggiamento sempre più difensivo del consumatore nei confronti di ogni forma di comunicazione outbound, dall'altro agli ostacoli che la pubblicità online tradizionale affronterà nei prossimi anni. Google, ad esempio, ha incominciato a bloccare le video ads fatte con Adobe Flash nel browser di Chrome. (O, più precisamente, la versione aggiornata del browser è in grado di mettere in pausa le pubblicità in Flash, impedendone il caricamento automatico, in modo che gli users possano decidere se visualizzarle o meno).

Apple, invece offre il download un’app per Safari capace di bloccare le pubblicità, una mossa che ha generato non poco clamore: se sempre meno possessori di iPhone e iPad guarderanno le pubblicità online, il settore del mobile-marketing, che negli USA quota oggi  70 milioni di dollari, vedrà drasticamente nel tempo cadere i propri introiti.

E’ venuto quindi il momento di cambiare rotta, ed è per questo che le strategie di marketing stanno man mano virando verso il native advertising.

Avete mai notato i tag “notizia sponsorizzata” o “post a pagamento” sull'articolo che state leggendo? Ecco un esempio di native advertising in azione!

Invece di interrompere il lettore, le strategie di marketing studiano native adv che si adattano “naturalmente” per tipologia di contenuto a quanto la persona sta leggendo sul media. La pubblicità è contenuto, e il contenuto è pubblicità. Ma il tone of voice si differenzia notevolmente dalle tradizionali modalità push (o, come diciamo noi, outbound), per cercare di fornire informazioni che, seppur sponsorizzate da un brand, rispondono ad esigenze espresse dal lettore.

Ecco perché le strategie di marketing inbound ben si adattano alla creazione dei contenuti sponsorizzati della native advertising.

Una volta individuato il target a cui ci si vuole rivolgere, si creerà un contenuto volto a soddisfare gli interessi e le necessità di questo particolare segmento, includendo da ultimo una call-to-action che, a fronte di un’offerta, invita alla conversione su una landing page dedicata.  Una volta che il visitatore ha convertito potranno partire i workflow di nurturing per educare la lead sui benefici che l’azienda è in grado di fornire.

Topics: Strategie, Content Marketing, Search Advertising

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